lunedì 9 aprile 2012

Visita al capezzale

Tre anni fa, c'è stato quel terribile incidente. Lei da allora giace lì, ingessata, piena di tiranti;ogni osso le si è sbriciolato, ferite dappertutto, un trauma che l'ha gettata in coma.
I macchinari che monitorano il suo stato indicano un elttroencefalogramma piatto: coma profondo.
Eppure è ancora bella, ma com'è triste andarla a trovare.
All'inizio non ce la volevano fare neanche vedere, forse proteggevano le nostre emozioni, o non volevano far sapere quanto disperata fosse la sua condizione. Poi ogni tanto una breve visita autorizzata, ma con la scorta di uno specialista. Toccarla, neanche a pensarci. Potrebbe farle male. Come, sente qualcosa? Forse si. Le terminazioni nervose sono ancora vive.
Venerdì le hanno messo delicatamente addosso una coperta dai mille colori. Secondo la cromoterapia, potrebbe svegliare in lei delle sensazioni, far smuovere quel maledetto diagramma piatto.
Staremo a vedere.
hotel Sole
Ma vedere, guardarla, è duro, e dopo tanto tempo, le speranze sono poche...e farle il ritratto, di un ciglio, di un po' di pelle, con questo tempo freddo e grigio, fa tanto male.

3 commenti:

  1. Antonella Bultrini09 aprile 2012 20:26

    Commevente e incredibilmente vero. Grazie Concetta.

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  2. Ho contribuito anch'io all'iniziativa dell'urban knitting, insieme con i miei bambini, e mi ha fatto bene e male allo stesso tempo.
    Mi piacerebbe molto venire a disegnare con voi, prima o poi.
    Grazie per queste bellissime parole, oltre che per le immagini, a voi tutti.

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