Silenzio.
Ancora il silenzio continua ad abitare queste strade.
Un silenzio interrotto dai nostri passi che percorrono il ricordo dell'ultima nostra visita.
Ed accorgersi che pochissimo è cambiato, talmente poco che è come se niente fosse accaduto.
Niente di nuovo da tre anni fa.
Il segno questa volta è indeciso, quasi a trovare il modo migliore di raccontare ciò che vedo.
Ma non c'è un modo migliore e mi lascio trasportare dal momento.
E il momento è così: incompiuto.
Come la ricostruzione incompiuta. O forse mai iniziata.
lunedì 9 aprile 2012
domenica 8 aprile 2012
"OGGI"
Al Cinema Massimo de L'Aquila oggi proiettano "Gli amici del Bar Margherita" di Pupi Avati. Sì, anche oggi, sono tre anni che danno sempre lo stesso film. Almeno, questo è quello che riporta il manifesto affisso fuori da quello che era un sontuoso edificio proprio sul viale d'accesso al centro della città.
E' lì, fisso, da tre anni, da quella notte che lo rese un indegno deposito di calcinacci, legato e circondato da oscene barriere.
Il cinema è movimento: i baffi di Abatantuono, il sorriso di Luisa Ranieri, lo sguardo stralunato di Neri Marco Re, sono fermi a quella notte.
Un ottimistico poster piazzato un pò più avanti dice che stanno per partire le gare d'appalto e che in pochi mesi L'Aquila riavrà il suo cinema più elegante (a questo punto mi permetto di avere dei dubbi). Ma, nel frattempo, non si potrebbe almeno rimuovere i calcinacci? Non mi pare molto.
Sono partito da Roma con l'intenzione di disegnare questo cartello, che mi aveva già colpito durante la mia visita dello scorso anno. Però speravo proprio l'avessero rimosso... La pioggia mi ha impedito di sketcharlo lì, sul posto, ma l'ho fotografato, l'ho disegnato e adesso lo regalo alla città, sperando di non trovarlo più la prossima volta....
E' lì, fisso, da tre anni, da quella notte che lo rese un indegno deposito di calcinacci, legato e circondato da oscene barriere.
Il cinema è movimento: i baffi di Abatantuono, il sorriso di Luisa Ranieri, lo sguardo stralunato di Neri Marco Re, sono fermi a quella notte.
Un ottimistico poster piazzato un pò più avanti dice che stanno per partire le gare d'appalto e che in pochi mesi L'Aquila riavrà il suo cinema più elegante (a questo punto mi permetto di avere dei dubbi). Ma, nel frattempo, non si potrebbe almeno rimuovere i calcinacci? Non mi pare molto.
Sono partito da Roma con l'intenzione di disegnare questo cartello, che mi aveva già colpito durante la mia visita dello scorso anno. Però speravo proprio l'avessero rimosso... La pioggia mi ha impedito di sketcharlo lì, sul posto, ma l'ho fotografato, l'ho disegnato e adesso lo regalo alla città, sperando di non trovarlo più la prossima volta....
sabato 7 aprile 2012
Minchia, tre anni!
"Minchia, tre anni!" , diceva l'allibito aviatore di Mediterraneo, stupito che i commilitoni avessero potuto far passare così tanto tempo...
Cerchiamo di sdrammatizzare, ma è veramente difficile: tre anni dal terremoto che ha distrutto L'Aquila.
In quei giorni ero, ironia della sorte, in Giappone, paese sismico per eccellenza, eppure la terra ha distrutto una città a solo 100 chilometri da casa mia. Poi anche il Sol Levante ha tremato, poco più di un anno fa, e con una forza dieci volte maggiore a quella che ha svuotato la capitale d'Abruzzo. Eppure, laggiù, in un anno, radioattività e Fukushima a parte, non c'è quasi più traccia di quello che è successo; città ricostruite, aereoporti attivi, strade funzionanti, (quasi) come se nulla fosse successo.
Qui, ci sono ancora i calcinacci in giro, le case puntellate, bande di sciacalli in azione, macchine distrutte, cantieri fermi. Ma, "Miracolo Italiano"!, Renzo Piano, l'archistar, piomba come folgore dal cielo per donare (si fa per dire, visto che l'opera costerà oltre 7 milioni di euro) un indispensabile Auditorium proprio al centro della città anche per coprire, coi suoi 18 metri d'altezza, quella schifezza di castello cinquecentesco che, tanto, se ne casca a pezzi...
Com'era lo slogan del post terremoto in Friuli? "Fabbriche, case, chiese", ovvero prima ricostruire il lavoro, poi le case, e infine tutto il resto. A L'Aquila hanno solo puntellato le case, del lavoro non c'è traccia, e, vabbè, pure le chiese non se la passano poi tanto bene.
Sarà stata la pioggia, o il sabato santo, ma oggi non sono proprio riuscito a disegnare niente di meglio...
giovedì 22 marzo 2012
Prossimo appuntamento il 7 Aprile 2012 - L'Aquila anno IV d.T.
Urban sketchers, disegnatori, fumettisti, pittori... ci vediamo a L'Aquila all'alba del quarto anno dal terremoto. Per disegnare quello che è cambiato e quello che non è cambiato in questi ultimi mesi in cui il terremoto sociale ha distrutto definitivamente la comunità degli ex abitanti dell'Aquila.
Matita, taccuino e caschetto.
Il prossimo appuntamento per disegnare a L'Aquila è fissato per il 7 aprile 2012. Appuntamento per i disegnatori di fronte al tendone di Piazza Duomo a l'Aquila alle ore 9.30. Il programma prevede: disegno libero in giro per la città.
domenica 18 marzo 2012
Arredo Urbano
Leggo un interessante articolo (più un altro di Rizzo e Stella linkato nel primo) sul fatto che a tre anni dal terremoto L'Aquila non sia stata ricostruita e quasi tutto sia rimasto come nel 2009.
Secondo me gli illustri giornalisti non ne hanno compreso il vero motivo.
Io, invece, ora l'ho capito!
L'Aquila è un grande esperimento di design e l'Italia, la cui eccellenza nel campo è riconosciuta in tutto il mondo, non poteva certo lasciarsi sfuggire una simile occasione!
Altro che centro storico fantasma: qui il terremoto ha creato grandi idee per un arredo urbano veramente all'avanguardia!
Eccone un esempio:
Io, invece, ora l'ho capito!
L'Aquila è un grande esperimento di design e l'Italia, la cui eccellenza nel campo è riconosciuta in tutto il mondo, non poteva certo lasciarsi sfuggire una simile occasione!
Altro che centro storico fantasma: qui il terremoto ha creato grandi idee per un arredo urbano veramente all'avanguardia!
Eccone un esempio:

Si tratta di una splendida fioriera in linea con le più attuali tendenze: dalla linea spiritosamente informale, è facilmente spostabile e trasportabile grazie alle sue robuste maniglie in tessuto.
E' economica ed anzi fa uso di materiali di riciclo, per l'esattezza i sacchi dei giunti metallici che, a decine di migliaia, tengono insieme gli innumerevoli ponteggi del centro storico.
Biologicamente corretta ed eco-friendly, ospita solo erbacce e piante spontanee tipiche della flora locale abruzzese: basta fiori tropicali, agavi e baobab!
Dulcis in fundo, persino il terriccio che contiene è biologico: infatti da ben tre anni non riceve trattamenti di alcun tipo.
E' economica ed anzi fa uso di materiali di riciclo, per l'esattezza i sacchi dei giunti metallici che, a decine di migliaia, tengono insieme gli innumerevoli ponteggi del centro storico.
Biologicamente corretta ed eco-friendly, ospita solo erbacce e piante spontanee tipiche della flora locale abruzzese: basta fiori tropicali, agavi e baobab!
Dulcis in fundo, persino il terriccio che contiene è biologico: infatti da ben tre anni non riceve trattamenti di alcun tipo.
Come, peraltro, il resto della città.
sabato 31 dicembre 2011
Auguri!

fotografato a giugno in zona rossa, da qualche parte del centro storico di L'Aquila...
Buon 2012 a tutti!
Buon 2012 a tutti!
giovedì 29 dicembre 2011
L'AQUILA - Per non dimenticare
Ancora un disegno, un particolare della città dell'Aquila.
Uno stemma, importante con una corona nobiliare sulla sommità, un albero carico di frutti che promette benessere e sotto un leone un pò sornione che regge tutto.
L'ho visto su una finestra di un antico palazzo nella città di L'Aquila (non so a quale famiglia appartiene), ho omesso i tubi innocenti che tengono la facciata del palazzo, ho voluto fare un disegno senza traccia di terremoto per ricordare la grandezza, la storia e l'arte di questa città.
Di questa città che purtroppo oggi sembra dimenticata e abbandonata, quest'anno è stata festeggiata l'unità d'Italia, ma è difficile credere in una unità quando ci si dimentica di una città così bella!!!
Angela Maria Russo
lunedì 19 dicembre 2011
L’EPOPEA AQUILANA DEL POPOLO DELLE CARRIOLE
Lo scorso 14 Dicembre, presso il tendone di Piazza Duomo a L'Aquila l'Assemblea Cittadina ha presentato L’EPOPEA AQUILANA DEL POPOLO DELLE CARRIOLE - ALL’AVANGUARDIA DELL’INDIGNAZIONE HESSELIANA un bel libro di Antonio Gasbarrini edito da Angelus Novus Edizioni
Antonio Gasbarrini, detto Il Naufrago, è uno dei virgili aquilani che guida i disegnatori della carriola a conoscere la città, insieme ad Antonio Di Giandomenico ha adottato la carriola di disegni da ancor prima che nascesse. Critico d'arte, scrittore, filosofo, scarriolatore di macerie, ha inoltre curato la mostra itinerante delle immagini della carriola e il bel cofanetto con le stampe prodotto dall'Assemblea Cittadina di Piazza Duomo. Al volume è allegato il DVD “Mi fa male”di Luca Cococcetta. E nel libro si parla anche dei disegnatori col caschetto...
Per approfondire vi invitiamo a visitare questa pagina.
Il ricavato del volume, al netto delle spese vive, verrà devoluto
all’Assemblea Cittadina di Piazza Duomo per il sostegno finanziario delle iniziative
promosse all’insegna della democrazia partecipata e trasparente.
giovedì 20 ottobre 2011
IL SILENZIO DELL'AQUILA
06 Aprile 2011- Per non dimenticare.
Video realizzato grazie a:
DAVIDE COLAIANNI,
ALESSIO COLELLA e
FEDERICO CECCHINI
Video realizzato grazie a:
DAVIDE COLAIANNI,
ALESSIO COLELLA e
FEDERICO CECCHINI
alunni della classe III A Ist. del Liceo Scientifico Tecnologico "Amedeo di Savoia Duca D'Aosta" dell'Aquila.
Ha coordianto il lavoro la Prof.ssa ANNARITA MANCINI
mercoledì 12 ottobre 2011
La dispensa di casa Calabrese
Qualcuno, tempo fa, si era detto intenzionato a comprare casa all'Aquila per seguire da vicino la ricostruzione.
Capisco che in questi ultimi tempi abbia avuto tante preoccupazioni che ne hanno distolto l'attenzione e ritardato il lodevole proposito.
Il poverino non ha avuto il tempo di comprarsi casa nemmeno a Lampedusa, che pure è un posto così bello!
Allora ho pensato di fargli un favore e indicargli io una casetta adattissima, una vera occasione, proprio nel centro storico dell'Aquila.
Si trova a fianco della chiesa di S.Domenico e, sebbene danneggiata, con qualche minimo lavoretto tornerà come nuova. Eccola qui:

Ci sono già gli stipiti in pietra della porta di ingresso, e di quest'ultima c'è già, quasi completo, uno dei due battenti.Il poverino non ha avuto il tempo di comprarsi casa nemmeno a Lampedusa, che pure è un posto così bello!
Allora ho pensato di fargli un favore e indicargli io una casetta adattissima, una vera occasione, proprio nel centro storico dell'Aquila.
Si trova a fianco della chiesa di S.Domenico e, sebbene danneggiata, con qualche minimo lavoretto tornerà come nuova. Eccola qui:

C'è persino la targhetta col nome di chi ci abitava: "Calabrese" (così saprà a chi può domandare se sia in vendita, pare che stiano svendendo in parecchi dalle parti della zona rossa).
Qualche mattone, un po'di calce e il gioco è fatto: ecco pronto un osservatorio in primissima fila sui lavori in corso.
E se ad osservare le folle di tecnici e restauratori alacremente all'opera gli dovesse venire fame?
Non c'è problema, questa casa è dotata anche di una fornita dispensa, che fa bella mostra di se a coloro (pochini, in verità, vista la chiusura dell'area) che passano per la strada:
Certo, dopo due anni e mezzo qualche prodotto sarà magari scaduto...
giovedì 6 ottobre 2011
L'Aquila a Lisbona
Lo scorso luglio ho parlato dell'esperienza della Carriola di Disegni a Lisbona, al II° Simposio degli Urban Sketchers, incontro internazionale di duecento disegnatori da una ventina di paesi diversi. E' stato difficile farlo in poco tempo. Volevo però riportare un'esperienza di disegno collettiva che, per una volta, non aveva uno scopo puramente ludico, o didattico, come si usa tra gli Urban Sketchers o durante gli appuntamenti di Sekchcrawl ma serviva ad attirare l'attenzione e a documentare una situazione problematica.
Qui sopra i miei due taccuini, del 26 giugno 2011 e del settembre 2010.
venerdì 30 settembre 2011
La Carriola sul Fatto
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| Il Fatto Quotidiano - 30/09/2011 |
mercoledì 28 settembre 2011
La carriola alla Perdonanza
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| Foto di Patrizia Tocci |
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| Foto di Patrizia Tocci |
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| Foto di Antonio Gasbarrini |
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| Foto di Antonio Gasbarrini |
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| Foto di Patrizia Tocci |
Insieme a tanta gente onesta e buona, ma anche a gente improponibile, personaggi equivoci e inetti, sciacalli... anche i nostri disegni hanno "sfilato" a L'Aquila nella settimana della Perdonanza 2011, dal 23 al 29 Agosto scorso. Non sono passati per la Porta Santa di Collemaggio perché non avevano niente da farsi perdonare, sono stati nella loro casa del Tendone di Piazza Duomo. Chi racconta non ha niente da farsi perdonare (o quasi).
Assemblea
Cittadina in Piazza Duomo, L’Aquila
COMUNICATO STAMPA
ZONAROSSART
A L’Aquila, nel tendone in
Piazza Duomo, prenderà il via alle ore 10 di domenica 21 agosto – con
l’inaugurazione della mostra itinerante “Una carriola di disegni” –
l’iniziativa culturale di controinformazione estetica ZonaRossART organizzata e promossa dall’Assemblea cittadina. È
il sottotitolo a chiarire la filosofia di fondo della proposta complessiva:
“Per incontrare da vicino la città distrutta e conoscere l’esilio degli
aquilani che le Istituzioni occultano”.
La mostra (la cui anteprima era
stata già proposta il 25 e 26 giugno scorso), racconta visivamente con un
centinaio di disegni realizzati a più riprese ed in loco dagli Urban
Sketchers in varie zone rosse del centro storico dell’Aquila, lo stato
d’estremo abbandono in cui ancor oggi si trovano case, palazzi, monumenti, vie,
vicoli, le cui non-rimosse macerie sono un terribile atto d’accusa nei
confronti delle ingiustificabili responsabilità di rissose Istituzioni sul
mancato avvio della ricostruzione – a circa due anni e mezzo dal sisma –
all’interno delle mura medioevali.
Carriola, caschetto e fogli di
disegno sono diventati così il logo del gruppo costituito da artisti operanti
in varie parti d’Italia i quali sul blog
http://unacarrioladidisegni.blogspot.com
(visitato da circa 14.000 internauti di una cinquantina di Paesi), hanno poi inserito le immagini create di
getto nei loro taccuini, accompagnate spesso da frasi, riflessioni, poesie. La
mostra, a cura di Antonio Gasbarrini e con la consulenza museale del Centro
Documentazione Artepoesia Contemporanea “Angelus Novus” dell’Aquila, è
documentata da un pregiato Portfolio riproducente una quarantina di
tavole..
La
mostra resterà aperta tutti i giorni,
dal 21 al 31 agosto (orario d’apertura:
10-12,30 / 17-21).
Saranno inoltre le proiezioni dei video “Mi fa male”
(20’) e “RADICI. L’Aquila di cemento” (60’) – con la direzione e la
regia di Luca Cococcetta – a far rivivire i momenti più esaltanti della non
sopita epopea del Popolo delle carriole e della parallela distruzione del
tessuto umano e civico d’una intera città causato dalle scelte speculative
attuate con la dissennata quanto costosissima costruzione dei 19
insediamenti-dormitorio in cui stanno sopravvivendo, alla meno peggio, oltre
14.000 aquilani.
Le due video-proiezioni della durata di circa 1 ora e
mezza, saranno effettuate nei giorni 21-22-23-30-31 agosto dalle ore 21 alle
22,30.
L’esplosione della cosiddetta “creatività sismica”
registrata in città è, infine, attestata dalla concentrata mostra dei “Libri in
carriola” pubblicati dopo il terremoto e da una serie di t-shirt, le cui
scritte ed immagini controcorrente (per tutte la carriola trasportante un
gigantesco cuore vibrante, di Staino) hanno cadenzato i vari momenti della
lotta identitaria condotta fino ad oggi dai cittadini aquilani per
l’affermazione dei loro sacrosanti diritti negati. Uno dei mille esempi in tal
senso, è la farsesca vicenda governativa
della restituzione a dicembre di un’intera annualità delle tasse sospese e il loro
mancato abbattimento, così com’è già avvenuto e sta ancora avvenendo per altri
cittadini italiani colpiti da calamità naturali.
mercoledì 21 settembre 2011
Fotografie di Antonio Di Cecco

Vorrei segnalarvi questo interessante evento fotografico inserito nel festival della fotografia di Roma che mostra lo stato dei paesi intorno all'Aquila.
Sono trascorsi più di due anni dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009. È tanto? È poco? Sembra passato tanto tempo se si pensa al G8, all’occupazione in stile militare della Protezione Civile, al programma CASE trionfalmente annunciato e in qualche modo portato avanti, alle inchieste giudiziarie, all’insieme di proclami, immagini, dichiarazioni. Poco, molto poco tempo è passato per chi all’Aquila e nei paesi della valle continua a vivere e che ricorda quella notte e tutto quello che successo da lì in poi come una catena ininterrotta di fatti divisi tra un “prima” e un “dopo”. I (pochi) turisti che visitano la bellezza ferita dell’Aquila e dei dintorni sono alla ricerca di foto spettacolari, di grandi crolli, ma trovano solo tubi Innocenti e silenzio. Non suona troppo retorico dire che Antonio Di Cecco è riuscito a fotografare il silenzio? È questo il primo dato che il bianco e nero severo e scavato di queste fotografie rivela. Poi le case abbandonate di Paganica e degli altri centri minori che mostrano il contrasto tra modernità e il mondo rurale d’origine. Le foto degli avi alle pareti ricordano un mondo antico ma che è appena di ieri. La modernità ha modificato il senso di appartenenza ai luoghi: non ci sono più bestie da accudire, resta forse qualche orto e pochi vecchi che resistono. Chi vince, per ora, è la natura che ritorna prepotente ad occupare le case, le vie, le piazze, alterando antichi equilibri. Il valore di queste fotografie è che sono una denuncia implicita, non esibita, di quello che non è stato nemmeno iniziato e che invece bisogna compiere. Questo è e sarà il compito di uomini di buona volontà e di profonda ostinazione come Antonio Di Cecco. E anche il nostro.
Alberto Saibene, Milano settembre 2011
martedì 13 settembre 2011
San Vito osserva.....

Questo disegno è stato realizzato mentre si stava svolgendo un "sontuoso matrimonio" alla fontana delle 99 cannelle. La chiesa guarda la fontana, una chiesa abbandonata a se stessa con tanto di telone svolazzante divelto dal vento. Quando il vento alza il telone appare sulla sinistra una meridiana incisa nel marmo.
Miseramente acconciata non regge il confronto con i marmi e l'acqua scintilllante di quello spazio imbellettato che è stato vietato ai visitatori.
Sulla piazza centrale
giovedì 8 settembre 2011
La fontana
Piazza S.Maria di Paganica è una piccola parte della "zona rossa " che è stata riaperta.



A ottobre 2010 mi ci ero fermato a disegnare la antica fontana che orna il lato ovest della piazza, circondata da transenne e pezzi di impalcature.

La chiesa aveva perso tutta la volta e quasi tutta la cupola, si stavano montando delle grandi capriate metalliche per sostenere una copertura temporanea, una parte era già in opera mentre altre occupavano la piazza trasformata in cantiere.

A giugno 2011 la piazza è sgombra e la copertura provvisoria della chiesa completata, tanto che la piazza è stata riaperta, anche se tutte le facciate dei palazzi intorno sono ingabbiate da travi e sostegni di ogni tipo.

La fontana ha ricominciato a regalare ai cittadini (e ai visitatori muniti di sketchbook...)
la sua freschissima acqua, una benedizione in quella calda e assolata giornata di giugno.
la sua freschissima acqua, una benedizione in quella calda e assolata giornata di giugno.
sabato 6 agosto 2011
giovedì 4 agosto 2011
per ricordare
via di San Domenico - 26 giugno 2011
mentre facevo questo disegno sono arrivati i militari e ci hanno fatto spostare, eravamo entrati in zona rossa...
un disegno ancora per ricordare
Angela Maria Russo - acquerello e matita su moleskine
mentre facevo questo disegno sono arrivati i militari e ci hanno fatto spostare, eravamo entrati in zona rossa...
un disegno ancora per ricordare
Angela Maria Russo - acquerello e matita su moleskine
martedì 26 luglio 2011
S. Domenico

26 giugno 2011 - Si disegna accanto alla chiesa di S. Domenico.
Anche se una piccolissima parte del centro storico è stata riaperta, qui regnano ancora i puntellamenti e il silenzio.
lunedì 18 luglio 2011
Da una carriola di disegni rinasce L'Aquila
![]() |
| L'Unità 16/7/2011 |
Sulla pagina Culture dell'Unità di sabato 16/7 è uscito un bell'articolo sull'Aquila e sulla carriola di disegni. Si intitola "Da una carriola di disegni rinasce L'Aquila" ed è firmato da Paolo Di Paolo. Si può leggere direttemente aprendo l'immagine oppure direttamente sul sito del giornale cliccando qui.
martedì 12 luglio 2011
Usque tandem?


Case nobiliari e casette del centro storico: queste costrette dentro camicie di forza in legno, tiranti e putrelle, come pazzi che non si vorrebbe si scatenassero mai più. Quelle puntellate da osceni tubi e povere palanche in legno, coperte dal cemento, che non si abbia nemmeno la volontà di abbatterle, con le viscere impudicamente mostrate ai visitatori della "nuova Pompei", che passano e stupiscono alla vista di uno specchio, di uno scaldabagno, di uno sciacquone, come se fossero reperti archeologici di tempi lontanissimi e non la muta testimonianza di recentissime esistenze.
lunedì 4 luglio 2011
La Villa Comunale la domenica sera
26 giugno 2011 - Gli stand in legno, le panchine, i cittadini e i turisti alla villa comunale la domenica sera al fresco degli alberi che ornano i giardini.
venerdì 1 luglio 2011
L'acero che resiste- 26 giugno 2011
La natura, si sa, è tosta.
Per questo mi ha attratto l'albero (probabilmente un acero rosso) che stormiva, quasi allegro nel vento, in mezzo all'immobilità dei lavori di ricostruzione, dietro la gabbia delle recinzioni.
Unica forma di vita, tra case abbandonate da due anni, due mesi e venti giorni.
Oltre ai rondoni, naturalmente.Ma quelli sono di passaggio.
L'acero sta lì e crescerà, vivo e indipendente, mentre lentamente l'uomo metterà a posto le pietre e tornerà a abitare la città.
Auguri albero, auguri L'Aquila.
Per questo mi ha attratto l'albero (probabilmente un acero rosso) che stormiva, quasi allegro nel vento, in mezzo all'immobilità dei lavori di ricostruzione, dietro la gabbia delle recinzioni.
Unica forma di vita, tra case abbandonate da due anni, due mesi e venti giorni.
Oltre ai rondoni, naturalmente.Ma quelli sono di passaggio.
L'acero sta lì e crescerà, vivo e indipendente, mentre lentamente l'uomo metterà a posto le pietre e tornerà a abitare la città.
Auguri albero, auguri L'Aquila.
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